relazione 20.02.2016

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Uscita del 20 febbraio 2016
partecipanti: Mirco, Daniela, Sabrina, Vania, Rossella e Stefano Fancello
partenza dal piazzale di Evasio alle 11 circa, in testa l’idea che avremmo fatto una ricognizione nella grotta del Fiume per verificare un camino in zona Ala Bianca. non sembravano esserci difficoltà tranne che uno dei componenti della spedizione, Rossella, ha dimenticato a casa gli stivali, necessari poi vedremo in alcuni passaggi chiave. si decide di entrare lo stesso mettendo ai piedi della nostra partecipante un paio di scarponi (i suoi) e di procedere immantinente con il piano stabilito. Subito dopo l’ingresso effettuato nel più assoluto silenzio, per non disturbare i chirotteri dormienti, ci accorgiamo che la grotta è molto più bagnata del solito, risultato delle ultime piogge, Rossella deve quindi procedere con cautela e circospezione per non rischiare di prendere freddo bagnandosi i piedi. Durante la marcia di avvicinamento Fancello ci illustra ciò che ha appreso daglispeleo britannici durante il campo estivo, non perdendo occasione per farci notare come migliorare nella progressione e invitandoci ad andare con lui la prossima estate in Austria. Noi pazientemente ascoltiamo lasciando il dovuto spazio ai “giovani” e al loro conseguente entusiasmo. Nel frattempo arrivati in zona, dopo aver effettuato dei passaggi aerei, senza peraltro usare corda o sicure, guidati dalla magistrale Daniela, che conosce la zona come le proprie tasche, ci addentriamo in una zona meandrica fangosa e franosa. Con la convinzione di non lasciare nulla di non visto, Vania viene invitata ad imbucarsi in un passaggio basso e bagnato in fondo alla saletta di arrivo, risultato: il budello ispezionato era già stato visto dal gruppo di Senigallia che ha lasciato la propria firma nel fango! Si procede quindi con la risalita del camino, in testa l’anziano Mirco che, senza altro ausilio che le proprie braccia e il proprio coraggio, affronta la risalita, diversi metri, per arrivare ad imbucarsi  in uno stretto cunicolo che risale in pendenza verso l’alto. Di li a poco il nostro componente deve arrestarsi, per la presenza di alcuni sassi incastrati e concrezionati che di fatto impediscono la prosecuzione. A questo punto viene chiamata Vania per provare a “forzare” il passaggio e Fancello per un secondo camino (stretto) presente all’interno del primo. Vania constata che è impossibile procedere senza togliere i suddetti ostacoli mentre Stefano rileva una possibilità di prosecuzione nel budello stretto in cui si è infilato. Anche in questo caso Vania procede nella verifica dell’accessibilità e assente nel dire che è possibile andare oltre, ma chiede l’assistenza di un’altra speleo in grado di guidarla nel ritorno. Sale Sabrina che prima verifica il tunnel e poi si accoda alla compagna per la prosecuzione dell’esplorazione. Vania però, provata dai continui sali e scendi effettuati, non se la sente di andare oltre (dovrebbe ridiscendere togliere l’imbrago e l’attrezzatura per non rischiare di incastrarsi) nello stretto e insieme si decide di ritornare con l’attrezzatura necessaria a togliere i massi e allargare il passaggio basso e alto. Dato l’orario e i bisogni dei componenti, così come anche gli inglesi avrebbero fatto, si decide di andare a rifocillarsi. Si rimanda al dopo pranzo la cura dell’attrezzatura utilizzata. Durante il lauto e meritato pasto si decide, in onore dei nostri amici d’oltre manica, di battezzare il camino in esplorazione con il nome di : “Budello degli Inglesi”. Alla prossima e buona grotta a tutti Vania

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