Torniamo a Monte Roberto con più frecce al nostro arco, decidiamo di dividerci i compiti, alcune scongelate (Daniela, Sabrina e Vania) vogliono provare ad esplorare il cunicolo.
Scendono e con coraggio invidiabile, una dopo l’ altra, scompaiono nel buio.
Aspettiamo, aspettiamo e ci riassale quella sgradevole sensazione che solo chi fa speleologia conosce, vedere i tuoi compagni addentrarsi nell’ignoto e, rimane ad aspettarli, ad aspettarli, finché non riappaiono in lontananza le loro frontali, e conti quei lumini come a fare l’ appello dei presenti per esser sicuri che tutti ci siano.
Questo è un aspetto della speleologia che ti devasta.
Tutto bene, il passaggio prosegue per molti metri, scende e poi conclude su di un pozzo alto circa 3 mt nel quale non hanno trovato il coraggio di calarsi. Con quale corda poi ?
Scendo anche io e rimango sorpreso.
Il cunicolo verso monte che era completamente ostruito ora è liberissimo e percorribile.
Effettivamente qualche giorno prima c’ è stato un bel nubifragio ed evidentemente quando l’ acqua si accumula in questi condotti ha una bella forza.
Decidiamo di tornare per effettuare rilievo .

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