Partecipanti: Daniela, Mirco , Stefano, Toni. E ospiti Silvia e Francesco Papetti del GS Pescara
Entriamo in grotta alle 10 e 30 diretti a Lago Infinito. Io e Toni partiamo in testa al gruppo e dopo poco incontriamo Paolo Bottari ed Alberto Di Fabio (Speleo Club Chieti) che andavano a fare un giro alle Porte del Paradiso. Dopo due rapide chiacchiere ci rimettiamo in marcia, procedendo molto spediti verso la zona dei laghi.
Alle 11.30 siamo alla “bocca del drago” e alle 12.10 arriviamo ai laghi. Indossiamo le mute con calma, tendendo l’orecchio per sentire se i nostri compagni sono in avvicinamento, ma non li sentiamo. Così, dopo aver spazzolato con cura stivali e attrezzatura, ci avviamo verso lago infinito.
Dopo aver superato i primi laghi, ci arrampichiamo fino al traverso che è il passaggio chiave per il lago infinito, che Toni protegge con un cordino in kevlar.
Si alternano alcuni tratti asciutti e alcuni da fare a nuoto, fino ad arrivare al lago vero e proprio. Tutta la zona è ovviamente stupenda: laghi spettacolari, concrezioni eccentriche e bianchissime, pozze con grossi cristalli, “pancette” pressoché trasparenti. Questo è il tempio della grotta del Fiume ed è tanto bello quanto vasto. Il lago infinito è di notevoli dimensioni, lungo diverse centinaia di metri e largo una decina, sempre profondo. Arriviamo alla sponda opposta del lago alle 14 e giriamo un po’ l’area, cercando di ipotizzare quali potessero essere i cunicoli che proseguivano da li, di cui ci avevano parlato e percorrendone qualche tratto.
Ci rimettiamo a nuotare per la via del ritorno, mentre la mia speranza che Mirco ci avesse seguito e ci facesse trovare il traverso armato si affievolisce piano piano… infatti li incontriamo al primo lago: gli amici pescaresi non erano in condizioni fisiche ottimali e la poca familiarità con il nostro amato fango li ha stancati e rallentati molto. Dopo tutto il tempo impiegato per arrivare a quel punto, non era più saggio per i quattro cambiarsi e proseguire per i laghi, così ci incamminiamo tutti insieme per la via dell’uscita, con la promessa di ritornare presto.
Verso le 19.30 eravamo di nuovo fuori.
Stefano Fancello

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