Drechstain expedition 2015

Stefano F.

 

19/8
Arrivo in Austria la mattina, per unirmi ad una spedizione internazionale (prevalentemente inglese) sul monte Hoher Dachstein. Passo a prendere due ragazze inglesi all’aeroporto di Salisburgo e nel pomeriggio ci incamminiamo sotto la pioggia per il rifugio. Dopo poco più di tre ore siamo al rifugio, dove ci aspettano una ventina di persone e la nostra attrezzatura, spedita su con un funi-coso. La spedizione è composta da due francesi, due o tre tedeschi e un sacco di inglesi. La sera si sta nel pub del rifugio principale a bere birra, per dormire e mangiare stiamo in due piccole casette in legno (e amianto)

20/8
La pioggia continua. Nel pomeriggio mi unisco al team che deve riarmare una tirolese nella grotta principale. La grotta si chiama WUG (What have You Got) è profonda 800m e la spedizione sta cercando di collegarla ad un’altra grotta, la Hirlatzhöhle, il che porterebbe la profondità totale a 1500m. Raggiungiamo la tirolese ad una trentina di metri di profondità e ci supera il team di rilievo in cui c’è Meg, una delle ragazze inglesi che sono passato a prendere. Dopo un paio di pozzi, Meg cade per 5 metri facendo un botto fortissimo. Per fortuna è praticamente illesa, il sacco ha attutito la caduta e riesce a tornare fuori con un po’ di aiuto. Il team di rilievo va avanti senza di lei, noi usciamo con lei senza aver cambiato l’armo. Il mio equipaggiamento non è adeguato, devo coprirmi di più perché è un freddo maledetto (2°bagnati).

21/8
Primo vero giorno di grotta. Mi offro volontario per andare con Joel, il capo spedizione, a rifare gli armi. Lui non è troppo contento perché ha da fare la sera e ha paura che lo rallenti troppo, ma i francesi insistono e lui accetta, mettendo nel team anche un ragazzo tedesco in modo che al ritorno se ne può andare su senza lasciaremi da solo.
Qui non si usano sacchi con la corda, si tiene uno spezzone attaccato che si chiama “donkey dick”.
– Do you guys have donkey dicks?
-… WHAT??
Dopo di noi scenderanno il team di rilievo e dopo qualche ora i francesi per darci il cambio. La prima parte della grotta è assolutamente verticale, è difficile capire dove finisce un pozzo e ne inizia un altro. Iniziamo il nostro lavoro dopo l’unico meandro a circa -140. Nel frattempo la pioggia fa attivare la grotta e vicino a noi si forma una rumorosa cascata. Lucas, la mia balia tedesca, si congela e torna indietro da solo. Io mi scaldo facendo passare pesanti sacchi per il meandro. Finiamo di armare il pozzo e riesco non so come a portare giù 300 metri di corda e altre attrezzature e intanto mi faccio una bella doccia fredda. Joel sembra soddisfatto.
La stanza ai piedi del pozzo è enorme e spettacolare, un balcone da su un canyon una trentina di metri più in basso. Mentre riarmiamo un altro pozzo, ci raggiungono i francesi e il team di rilievo. Risalgo con Joel e all’uscita il cielo è sereno e il sole è appena tramontato. Al rifugio ci aspetta un fantastico piatto di pasta su cui Joel mette della senape…

22/8
Giornata libera con trek sul ghiacciaio insieme ai francesi: Jean-paul e Sylvain
Il primo è un GRANDE speleo, con diversi decenni di esperienza e numerose spedizioni sia come speleo che come speleosub in Nuova Guinea, Filippine etc.
Sylvain è giovane, ma anche lui ha 20 anni di speleologia all’attivo. Grazie al sole che si è fatto vedere riesco anche ad asciugare un po’ i vestiti

23/8
Uscita di rilievo con Tom. Partenza alle 11, abbiamo portato il rilievo da -170 a – 340 con il distox, scoprendo che il pozzo “The Hundred” in realtà è da ottanta. Incontriamo la prima squadra d’armo che risale e continuiamo il rilievo fino all’arrivo della seconda squadra d’armo, insieme alla quale ci divertiamo a liberare un pozzo da un enorme masso in bilico…su cui c’era l’ultima stazione del nostro rilievo.
Alle 22 e 45 siamo fuori sotto un bel cielo stellato e alle 23 e 30 al rifugio dove ci aspetta una cena calda.

24/8
Sveglia movimentata: il secondo gruppo d’armo era atteso per le 2 e il call out alle 8, ma sono passate e ancora non si sono visti. Arrivano mentre ci stiamo preparando per andarli a prendere.
Giornata tranquilla, ma alle 23 un altro gruppo non rispetta il call out. Non alla WUG, alla Tiergarten, una grottina con formazioni di ghiaccio all’interno. Arrivano con 3/4 d’ ora di ritardo. Qui l’ora per i soccorsi è molto relativa.

25/8
Jean-paul e Sylvain vanno fino al campo della Wug a -700, Jean-paul vorrebbe andassi io con Sylvain al posto suo, ma non me la sento: sotto i 400 la grotta ha armi vecchi e Joel stima il tempo necessario per andata e ritorno in 18 ore e la mia batteria artigianale ha dato problemi dopo 12-13. Io ho anche un bicipite stirato.
Vado con Luke a fare una battuta esterna e troviamo 4 cavità sopra i 5 metri. La prima è un buco orizzontale stretto, lungo una decina di metri, ma continua fino ad un’altra uscita. La seconda è un pozzo verticale di circa 7 metri, in cui scendo disarrampicando. Sul fondo si intravede una prosecuzione che necessita di un’allargata… Fossimo da un’altra parte staremmo a smartellare, ma qua ci sono troppe grotte per accanirsi su questa. La terza è un buco che da su una stanza con della neve. Non abbiamo la corda per scendere, la vediamo domani. Ci accorgiamo solo dopo che è già marcata con un “-” che significa che è già vista e che non è ancora del tutto esplorata. L’ultima si apre in fondo ad un’evidente e profonda depressione, e parte orizzontale per poi stringere in un cunicolo in parte ostruito. Domani torniamo e lo disostruiamo. È in una depressione molto evidente, ma c’è neve all’ingresso e probabilmente non è stata vista prima perché la neve copriva l’ingresso.
La serata finisce con birra offerta da Richard, il proprietario del rifugio.

26/8
Con Luke torniamo nelle grotte del giorno prima e scendiamo in una nuova. Ma non sono molto interessanti. Marchiamo gli ingressi e documentiamo.

27/8
Giornata turistica con Jean-paul. Andiamo a piedi fino alla cabinovia e scendiamo a valle per vedere due grotte turistiche: la Mammut Cave e la Ice Cave.
La prima è una grotta di 70Km, ma la parte turistica è poco interessante per degli speleo, niente di nuovo. La seconda molto bella e al suo interno ha delle bellissime formazioni di ghiaccio.

28/8
Io, Jean-paul, Helen e Ian andiamo a vedere una grotta che quest’ultimo ha trovato con altri il giorno prima. È troppo stretta, ma soffia forte. È un bel meandro di una decina di metri che finisce in una stretta condotta. Jean-paul avanza per un po’ e poi torna in dietro ad una “S”, io riesco ad avanzare 1-2 metri in più ma una stretta curva ferma anche me. Uscire in retromarcia mi richiede un certo impegno e diversi minuti.
Usciamo dalla grotta e vorrei dare un occhiata alla bella faglia adiacente, mi accontentano e un centinaio di metri più in alto trovo una nuova grotta. Si apre con un basso passaggio orizzontale, che si allarga e alza. Un salto di 2-3 metri da su un ambiente lungo 6-7 metri e largo 2-3, con lo specchio di faglia ben visibile su una parete. La grotta continua verso il basso per qualche metro, ma poi grossi massi chiudono il passaggio. L’assenza d’aria toglie ogni speranza, ma è comunque una grotta di 20-30m…anche qui se non fossimo sull’Hoher Dachstein staremmo a scavare.

29/8
Vado con Meg a fare una ferratina ed a recuperare la sua attrezzatura alla WUG. La sua schiena è ancora messa male per la caduta del primo giorno. La giornata passa preparando i bagagli per molti del gruppo. Intanto Joel, Jean-paul e Axel vanno alla WUG per una punta di 4-5 giorni.
Qui sotto i loro report:

“So the 2015 Exped came to an end after 3 weeks of alternate stunning & grim weather. WUG Pot was (almost) totally re-rigged (we ran out of rope a couple of pitches before the big tunnels); Tom Foord & others did a sterling job or re-surveying down to camp (his survey should be out soon); Axel Hack took some stunning pics as usual; a crack team of old gits pushed the end of the cave down another pitch (the Forlorn Hope has given way to the Breach as the new limit at -850m depth). I have to admit that the further reaches of this cave are absolutely brutal: we had an 18 hour trip from the underground camp during which time Axel got hypothermic, Jean-paul Sounier was reminded how much he prefers tropical explorations, and I regretted having a memory bad enough that I’d blot out the misery from the ’12 exped. In it’s own right the Forlorn Hope area of the cave is as bad as anything I’ve explored, and there really are some true monsters in my past….
Aside from the horrors of the depths we had a fairly painless few weeks considering the general lack of experience on the mountain. Most of the youngsters got into the swing of prospecting for new caves, lots of them achieved personal bests in terms of depth, duration etc, and we have a potential new/alternative project for next year. As regards Wot-You-Got Pot, I feel as if we need to shift our focus elsewhere in the cave as I’m not convinced that we made the right decision in going for depth. Subject to consultation with the other oldies I think that we should concentrate on fe-investigating some of the bigger tunnels & check out some of the higher level leads that we’ve ignored. After all, it’s 6km long and 850m deep so it stands to reason that the next phase of exploration needn’t be shitty little tubes full of mud!!!
This year marked the end of an era on the Dachstein as Richard Gruber is leaving the Wiesberghaus after 6 years of managing what is a second home for some of us. Not only has he been a great manager he’s also been a great friend to me and the expedition. During our last evening a face from the past appeared in the form of Erich, the manager from about eleven years ago & someone I never expected to see again; a really bizarre twist of fate that he should visit at that time. Never have I been more depressed to leave & it was heart-wrenching to say goodbye to two such iconic characters for the last time; I wish them all the best that life has to offer. If Richard’s replacement is a fraction of the person that he is then our lifelong obsession has a chance of survival.
And the future? Winter in the Hirlatz (sign up now if you’re interested) & another summer on the mountain. If I said I was excited then my nose will extend by about a metre!!
“

Joel Corrigan

“The expedition organised by Joel Corrigan and Matt St Clair took place from August 15th to September 6th. The main objective was to try to link Wot Have U Got cave with Hirlatz hole. On August 29, 30 and 31, a team formed with Joel Corrigan (UK), Axel Hack (Germany) and Jean-Paul Sounier (France) has discovered beyond the muddy squeeze Folorn Hope an active meander which reached the estimated depth of 850 m. The stream flows in a high meander and it goes on. Therefore no junction this year. See next year…“
Jean-paul Sounier

Concludo dicendo che è stata una bellissima esperienza che ripeterò appena possibile. Ho avuto modo di imparare molto e di conoscere gente simpatica (e qualcuno davvero molto forte!). È un peccato che nessun altro del gruppo abbia partecipato.

Stefano

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