Spedizione guidata da Matt Sinclair (UK) e Joel Corrigan (UK)
Partecipanti: Stefano Fancello, Jean-Paul Sournier (Francia), Axel Hack (Germania), Tom Ford (UK), Neil Peter (UK), Lucas (Germania), Luca Troversi (Italia, Gruppo Speleologico Bergamasco le Nottole), Emily Macinven (UK), Emily Punzalan (USA), Vladimír Fuka (Repubblica Ceca), Liam Woods (Irlanda). Altri hanno raggiunto la spedizione dopo la mia partenza.
Anche quest’anno ho partecipato alla spedizione in Austria sul monte Dachstein.
Lo scopo della spedizione è esplorare il versante nord del Dachstein. In particolare, gli sforzi sono concentrati in una grotta molto promettente, la WUG (Wot U Got Pot / Schmelzwasserhöhle), le cui grandi gallerie si avvicinano alla Hirlatzhöhle, un mostro di quasi 100 Km di sviluppo. La speranza è di riuscire a congiungere le due grotte, ottenendo una profondità di 1500 m. I primi 600 metri della WUG sono estremamente verticali e puliti, mentre oltre i -600 si aprono grandi gallerie orizzontali e fangose. C’è un confortevole campo interno a -690, con due tende, sacchi a pelo e cibo. Questa grotta presenta delle difficoltà tecniche che la rendono difficile da esplorare: si apre a circa 2000m di altitudine, a diverse ore di cammino dalla città più vicina (Hallstat). Ha una temperatura di 2-3 gradi. Molte parti della grotta sono attive, quindi ci sono parecchi armi acrobatici per evitare l’acqua, con linee in tensione, traversi aerei e una tirolese. In caso di piena, bisogna trovare un posto riparato e aspettare (non sono molti i posti dove si possono appoggiare i piedi a terra nei primi 600 metri). In profondità, il fango e le correnti d’aria possono portare all’ipotermia.
Grazie a questo, c’è ancora molto da scoprire e si possono ammirare, tra l’altro, bei pavimenti di fango secco non rovinati dal passaggio di orde di speleo.
WUG
L’anno scorso, la spedizione si è conclusa con un campo di quattro giorni alla WUG di Axel, Jean-Paul e Joel, con una punta esplorativa oltre il passaggio “Forlon Hope”. Forlon hope è una strettoia fangosa e con un vento costante, che si trova ad una profondità di 750 m. Nell’esplorare il passaggio “Road to Hell”, Axel è andato in ipotermia per via del vento e del fango (e dei 2-3 gradi della grotta). Jean-Paul ha dichiarato: “Non ho dubbi che questa grotta possa arrivare a -2000, ma io non voglio esserci”
Dopo una prima uscita con Jean-Paul, Luca e Lucas per recuperare un po’ di vecchie corde a -200, sono sceso al campo in squadra con Tom e Neil, con lo scopo di rifare i rilievi di alcune parti della grotta. Siamo scesi lunedì 22, rilevando una galleria laterale che si trova a -600m, dove inizia la parte orizzontale della grotta. Abbiamo raggiunto il campo alle 4 di mattina.
Il secondo giorno, abbiamo rilevato un’enorme galleria che si apre dopo una lunga strettoia a poche decine di metri dal campo. Dopo il rilievo, abbiamo cercato la provenienza della forte corrente d’aria che attraversa la strettoia e che proviene dal grande ambiente, aiutandoci con un piccolo fumogeno. Abbiamo individuato diverse fessure non praticabili, ma quando stavamo per rinunciare, Neil è sceso sotto un grosso masso di frana e ha individuato un passaggio stretto e fangoso. Il passaggio conduce ad un pozzo, anche questo stretto e fangoso. Armiamo alla “dio ci guardi” e facciamo calare Neil. Dopo il pozzo si apre una galleria inesplorata, ma la corda è troppo corta per raggiungere il pavimento. Il nome per la nuova galleria è “It’s not ideal”.
A sera ci raggiungono al campo Axel e Jean-Paul.
Il terzo giorno, Axel e Jean-Paul portano avanti l’esplorazione di Road to Hell, usando delle tute aggiuntive per proteggersi dal fango. Neil li accompagna fino a Forlon Hope dando una mano a portare l’attrezzatura, mentre io e Tom rileviamo dal campo fino a Forlon Hope. Sulla via del ritorno, rileviamo anche un ramo laterale.
La sera Axel e Jean-Paul ci raggiungono al campo coperti di fango. Sono proseguiti in un meandro fangoso e stretto. Poi finalmente il meandro si è aperto in un piccolo pozzo, ma subito dopo di nuovo meandro. Questo è per ora il punto più profondo della grotta, circa -800. Hanno detto che non ci torneranno mai più.
Il quarto giorno, decido di risalire con Axel e Jean-Paul, perché i miei vestiti sono tutti bagnati grazie a Forlon Hope e la mia ultima notte è stata miserabile. Tom e Neil decidono invece di restare per esplorare “It’s Not Ideal”.
Ci mettiamo 8 ore ad uscire, perché anche se faccio del mio meglio e non faccio pause, sono dannatamente lento. Per fortuna i miei compagni sono pazienti.
Tom e Neil risalgono il giorno successivo. Hanno rilevato “It’s Not Ideal”, 250m di nuova galleria che finisce in un pozzo. Non lo scendono perché non hanno abbastanza corda.
Altre grotte
Chi non è sceso nella WUG ha comunque portato avanti l’esplorazione dell’area, in particolare Matt e Joel hanno iniziato ad esplorare una grotta parzialmente occlusa dal ghiaccio e altri hanno individuato nuovi ingressi a quote elevate.
Lascio la spedizione sabato, mentre altri si fermano per un’altra settimana di esplorazioni, sperando che il tempo rimanga buono.

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