Sisma 24.08.2016

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Partecipanti: Rocco, Luca
24/8/16. Svegliati dal sisma, percepito chiaramente nonostante la distanza con l’epicentro, attraverso la chat del gruppo speleologico CAI di jesi, Luca e Rocco decidono di partire verso la zona per dare i primissimi aiuti.
Lungo il tragitto si sono visti, progressivamente, gli effetti del sisma: ambulanze che sfrecciavano verso Ascoli, gente che ha trascorso la nottata fuori casa ad Acquasanta Terme, e -a partire da Arquata del Tronto- ponti disassati e massi sulla sede stradale, nonchè prime evidenze di severe lesioni ai fabbricati.
Raggiunta Pescara del Tronto è apparsa devastata, con la quasi totalità degli edifici collassati. Chiedendo in giro se ci fosse un coordinamento dei soccorsi ci si imbatte in una squadra della Forestale che all’offerta di aiuto hanno indicato Amatrice come maggiore priorità, anche perchè affollata di turisti per le imminenti festività. Pur percependo  la forte necessità di aiuto da parte della popolazione di Pescara del Tronto, si decide di proseguire in direzione Amatrice, come indicato.
A circa 6 Km dal centro di Amatrice, al bivio con la strada provinciale, il traffico è stato interdetto -salvo che per I mezzi di soccorso- e lasciata l’auto e presa l’attrezzatura si prosegue a piedi e, in parte, con un autobus messo a servizio dei civili. Raggiunto il centro intorno le ore 7:30 è apparso devastato dalla scossa, con la totalità degli edifici collassati e con diverse squadre operative in modo scollegato.
Prima di effettuare qualunque tipo di attività, ci si è messi alla ricerca di un coordinameento dei soccorsi per offrire disponibilità e con qualche difficoltà è stato possibile individuare il nucleo del CNSAS di Rieti che, a presentazione effettuata, gradisce l’aiuto di due speleologi e provvede a inserirci operativamente in due distinte squadre.
Luca ha operato nel centro di Amatrice, anche se non si capiva cosa c’era più in piedi, passando sopra metri di macerie ci si è disposti in una zona uno di fianco all’altro ed iniziato a urlare nel silenzio di tomba: “c’è nessunooo?”; anche il più piccolo rumore si sarebbe rilevato e, sentito qualcosa, ci si è diretti verso di esso. Si sentiva che sotto c’era qualcuno ma non si capiva se uomo o donna e soprattutto il punto preciso perchè il suono fuoriusciva da più vie. Si è iniziato a scavare: il gruppo era costituito da più persone, di cui al massimo due estraevano materiale e gli altri prestarsi come catena umana.  Luca ha iniziato a togliere a mano le prime pietre (la maggior parte del paese era edificato con pietre non squadrate) e la fortuna ha voluto che lui fosse proprio un metro e mezzo sopra l’intrappolato, di cui ha sentito sotto i piedi le vibrazioni dei suoi suoni.  Ci si è concentrati ad operare in quel punto e un uomo è stato individuato sotto il cumulo di macerie, protetto da un armadio e delle mensole che intorno a lui hanno creato una nicchia che ha anche fatto da cassa armonica, amplificando i rumori emessi. Vinicio, questo il nome del sopravvissuto, è stato raggiunto dopo qualche ora dalla scoperta e si lamentava delle gambe incastrate. Infine, con l’aiuto dei vigili del fuoco, che nell’ultima ora grazie ad attrezzatura speciale ha potuto liberarlo e soccorrerlo dopo otto ore complessive di ininterrotta attività. La madre che era nella stanza accanto, come segnalato, non dava alcun segno e non era raggiungibile.
Rocco, invece, è stato aggregato ad una squadra composta da due tecnici del CNSAS sezione di Rieti, un infermiere della croce rossa e un civile munito di motosega per effettuare, con un fuoristrada del CNSAS un primo giro di ricognizione nelle frazioni del settore nord e est del comune di Amatrice. Sono state raggiunti numerosi piccoli centri, talvolta arrivando come primi soccorritori, col compito di fare una prima ricognizione ed intervenire per estrarre persone intrappolate sotto le macerie. Nelle varie frazioni sono stati constatati numerosi decessi, 4 a Sommati, 5 a Sant’Angelo, tra cui un bambino di 11 anni che in precedenza era stato udito, 5 a Illaca -tra cui una donna rimasta schiacciata sotto una trave- e diversi altri distribuiti negli altri centri.
Sono stati effettuati anche interventi di primo soccorso e recupero di beni di primissima necessità (farmaci, chiavi automobile). In alcuni casi si è tentato o effettuato recupero di salme, come a Sommati.
Alle ore 17, constatato il significativo incremento di soccorritori prevenuti da tutta Italia e verificata la piena operatività del nucleo di coordinamento delle attività di soccorso, stremati dalla fatica si è deciso di rientrare, con la soddisfazione di aver portato un piccolo, ma tempestivo, aiuto alle popolazioni colpite dal sisma.

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