componenti: Luca Cai Jesi e Teo e Bicio Cai Forlì
In tre, su richiesta di Teo e Bicio, Luca ha fatto da cicerone per un tratto inesplorato da Teo e Bicio della grotta del fiume . Gli ospiti non avevano esplorato nulla oltre le porte del paradiso e perciò ci siamo inoltrati verso i laghetti secchi, con l’intento di ammirare i particolari che spesso sfuggono ad un passaggio non attento.
Da qui, attraverso un ramo specifico, ci siamo diretti, attraverso una serie di pozzi ed ambienti prima immersi e pieni di fiori di cristalli brillanti, verso il lago dello svizzero…senza ritornare sui nostri passi… e da lì per riprendere la tradizionale direzione degli speleo..turisti…della traversata…dirigendosi però non verso la tradizionale uscita ma inoltrandoci nel ramo solfureo.
Questo ramo, percorribile in circa due ore, è caratterizzato da ambienti…gessati…bianchi con diversi cunicoli …fino ad arrivare alla vera strettoia…incubo di molti speleo…nella quale tre persone passano tranquillamente circa 20 minuti di passaggi molto stretti, cambi repentini di direzione, bivi, il tutto in zona crollo dove si passa tra massi incastrati tra loro invece dei tradizionali cunicoli scavati dall’acqua.
Subito dopo, attraverso un pozzo da 20 metri si scende a livello di falda, per notare che nei laghetti solfurei, oltre ai tradizionali niphargus, la presenza di vermi anellidi lunghi circa 20 cm sulla riva.
Nella risalita dell’ultimo tratto abbiamo dovuto spostare fisicamente una manciata di geotritoni che ci ostruivano l’uscita costituita da ulteriori cunicoli.Da qui, usciti sul costone della strada, siamo oggetto di meraviglia di un gruppo di turisti che passavano lì sotto.
Come sempre, una passata…lavanderina al fiume…ci ha scrollato di dosso quasi tutto il fango che avevamo…donato dalla grotta appena visitata.
Luca

Lascia un commento