12 luglio 2019: Uscita alla Grotta Bella passando dal nuovo collegamento con la Grotta del Fiume
Obiettivo: vedere e fotografare i cristalli di gesso
PARTECIPANTI: Costantino Cioffi, Amedeo Griffoni e Fabio Sturba
Raggiungiamo rapidamente l’ingresso del cunicolo di comunicazione che, rispetto all’ultima volta che l’avevo visto, è stato notevolmente allargato; all’inizio un cartello realizzato da Luca indica il pericolo di crolli. Il primo breve tratto del cunicolo è pressoché orizzontale e subito dopo inizia il tratto in discesa, abbastanza ripido; dato che il tunnel è stato scavato a circa metà di una grossa frana che scende dalla sin., la base e la parete laterale sin. sono formate dal materiale che forma la frana (sassi di colore grigio scuro di medie dimensioni inframezzati da pezzi molto più grossi), mentre la parete laterale dex. e la volta sono costituite da roccia compatta. Dato che i sassi che compongono la frana non sono conglomerati fra loro, per ridurre al minimo il rischio di una frana mentre si percorre il cunicolo, tutta la parete sin. e parte della volta sono state puntellate con tavole di legno e tubi innocenti.
Un paio di metri circa dall’inizio del tratto in discesa è stato posizionato un cancello, munito di lucchetto, per impedire accessi indesiderati al fine di preservare questo tratto della grotta che non è facilmente raggiungibile dall’ingresso originale della Grotta Bella (bisogna superare 2 sifoni). Nonostante l’utilizzo di spray sbloccanti Amedeo fatica parecchio a sbloccare il lucchetto, ma alla fine ci riesce; il cancello è posizionato all’inizio di una strettoia di circa 50-60 cm di diametro e lunga circa 1 metro, dopo di che il cunicolo si allarga notevolmente e prosegue per altri 5-6 metri prima di sbucare nella sala finale della Grotta Bella. Ci troviamo a metà circa di una grossa frana che scende ripida verso la base della sala, posta circa 5-6 metri più in basso; una corda fissa, posizionata in precedenza, favorisce la discesa con le pietre che rotolano in basso al nostro passaggio.
La sala in cui ci troviamo avrà una lunghezza di circa 15-20 metri x 8-10 di larghezza e 7-8 di altezza, il pavimento è molto accidentato per la presenza di massi e banchi di gesso; la parete dex. della sala è in gran parte rivestita, specie da un paio di metri in su, di numerosi cristalli di gesso, molti di colore bruno-rossiccio, lunghi diversi centimetri, gruppi di cristalli si trovano anche su alcuni massi sul pavimento; sulla parete sono presenti anche numerose zone del tipo “a macchia di leopardo”. Verso la fine della sala un pozzetto profondo un paio di metri e largo altrettanto immette nella sala successiva, per scenderlo e risalirlo è necessario posizionare una corda. Alla base del pozzetto, sulla parete dex sono presenti numerosi cristalli di gesso di grosse dimensioni; un cul di sac lungo un paio di metri, presente sempre sulla parete destra del pozzetto, porta ad una pozza di acqua sulfurea dove rinveniamo alcuni esemplari di vermi di colore rosso lunghi una quarantina di centimetri (verosimilmente nematodi).
Dal pozzetto ci si immette in una specie di galleria lunga una decina di metri, larga 2-3 ed alta 4-5 con il pavimento fangoso, alla fine di quest’ambiente è presente un diaframma largo un paio di metri ed alto un metro e mezzo circa; una volta superato ci troviamo in un’altra stanza, lunga circa 5-6 metri, larga 4-5 ed alta 5-6. Da segnalare che in tutta questa zona è molto forte l’odore di acido solfidrico ed sempre presente gesso, in alcuni punti di consistenza pastosa. Sulla parete di fondo della sala è presente una pozza d’acqua, verosimilmente sulfurea e sul lato dex è presente una corda, che una volta risalita porta ai sifoni che immettono nella parte più conosciuta della Grotta Bella.
Dopo circa un paio d’ore complessive ritorniamo al Fiume e all’uscita.
Da segnalare che ripercorrere in salita il cunicolo di collegamento Grotta Bella-Grotta del Fiume è psicologicamente “più stressante”, dal momento che ci vuole più tempo per superare il tratto puntellato e la strettoia.
Fabio Sturba

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