Uscita 30/10/2021: Grotta Grande del Vento – Budelloni Alti Partecipano all’uscita Lorenzo Marcelloni, Luca Marzioni, Filippo Onofri, Sabrina Cavatassi, Eugenio Griffoni.
Sotto suggerimento dei più anziani del gruppo ed altre storie organizziamo questa prima uscita esplorativa verso il ramo dei Budelloni Alti, un ambiente labirintico che si snoda dalla Sala Palcoscenico sopra Sala Cinzia e continua a salire in un alternarsi di camini, scivoli, cunicoli, diramazioni. Le storie legate a questo ramo dicono di un ambiente pressoché dimenticato, non è disponibile un rilievo aggiornato (c’è, ma in mano a pochi), si parla di camini in sequenza che salgono avvicinandosi al Buco Cattivo, qualcuno vide addirittura dei pipistrelli lassù. Il luogo fu esplorato approfonditamente dal GSM, ma non si ha memoria di cosa si trova lassù.
Per toglierci ogni dubbio decidiamo di avventurarci in questo ambiente ed esplorarlo a fondo. Lorenzo a farci da guida, che aveva raggiunto una volta un camino molto ripido e rischioso da risalire. Entriamo dalla Turistica alle 10:30, ci accorgiamo che in Sala Cinzia la corda (cambiata nel 2019 da Pieroni pare) comincia ad essere consumata ma soprattutto i moschettoni dell’armo sono fioriti, vanno sostituiti.
Subito dopo Sala Palcoscenico prendiamo un bivio sulla destra imboscatissimo (dove lasciamo un omino di pietra) e cominciamo a salire: primo camino stretto e pericolante di 5-6 m., andiamo su con giusto uno zaino con una corda di sicura; raggiungiamo un corridoietto e notiamo i primi segni delle passate esplorazioni (fango, scritte del GSM), andiamo a sinistra e cominciamo a gattonare, strisciare per una decina di metri.
Da lì, con una strettoia ad oblò sulla destra, proseguiamo salendo fra colate calcitiche e forme che segnano un’antica condizione di allagamento. Raggiungiamo la base di un lungo camino pieno di concrezioni, lo saliamo, qui un bivio e continuiamo a salire ancora a sinistra un terzo camino (scopriremo poi che da destra verrebbe un altro camino che porta quasi al nostro capolinea) che ci porta alla base di un quarto breve scivoloso camino.
Si alternano ambienti estremamente concrezionati, bianchi, ad ambienti erosissimi dall’attività ipogenica. In cima al quarto camino troviamo una condotta fangosissima che scende un paio di metri fino a sprofondare in un laghetto con 20 cm di acqua e un sacco di fango, è complicato attraversarlo perché l’ambiente è molto stretto, anche se breve, ed inevitabilmente ci inzuppiamo (necessario con disostruttore allargare la strettoia per evitare di bagnarsi e un tubo per svuotarla); dall’altra parte c’è un quinto liscissimo ed apparentemente insuperabile camino (Lorenzo era arrivato fino a qui).
Luca riesce a salirlo e piazzare una corda. Raggiungiamo un cunicolo come quelli incontrati sotto (fangosi e corrosi dall’attività ipogenica), a destra e sinistra le firme del GSM (nell’uscita del 22/01 saranno esplorati da Veronica e Filippo scoprendo numerosi ambienti e collegamenti) e una terza via che continua a salire, siamo alla base del sesto camino notando come tutti i camini seguiti fino a quel momento sono in sequenza lungo una linea e che c’è una corrente d’aria fresca che sale dai camini sotto fino in alto! Saliamo il sesto camino (sempre sporcato da altri) e raggiungiamo un ambiente molto suggestivo: termina il corroso ipogenico e tornano le forme calcificate, stalagmiti e stalattiti, laghi concrezionati, tutto impostato su una frattura alta 10-15 m. inclinata a circa 45 gradi larga 5 (tutti gli ambienti sottostanti seguono questa frattura).
Ci fermiamo sul ciglio di uno scivolo sul quale è necessario armare una corda per proseguire, con le nostre luci di profondità non vediamo la fine di questa spaccatura e non notiamo tracce di un precedente passaggio, il fumo delle sigarette è stato spinto in quella direzione, decidiamo di tornare appena possibile per armare innanzitutto i camini percorsi perché troppo pericolosi da discendere senza una sicura. La frattura punta verso Sud e rispetto all’ingresso (esterno) del percorso turistico sta 110 m. sopra.

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