14 Marzo 2026 – Traversata Fiume Grotta Grande del Vento
di Griffoni Eugenio
Io e Piper ci siamo conosciuti sui social. Su Instagram, condividendo le nostre esperienze speleologiche, l’intima trasformazione che innescano, sensibili sguardi verso gli spiragli che aprono. Di foto in foto, video e video, ci siamo raccontati storie a lunga distanza incontrandoci nel nostro modo differente di fare speleologia, come chiamare le grotte e l’attrezzatura di progressione, idee distanti ma comuni.

Piper vive in Inghilterra, Yorkshire, da diversi anni. È membro attivo di molti club speleo come il Red Rose e il GUSA. Ha condiviso sui social una realtà attiva, giovane, libera dai conformismi istituzionali che spesso soffocano il divenire della speleologia italiana. Ne sono rimasto molto colpito e coinvolto, la loro energia mi è arrivata. Lei, come me, è una che a testa bassa tira dritta verso un desiderio, trainando dietro tutti con se. Così, vedendo le mie fotografie, si è affascinata al complesso del Vento-Fiume, desiderosa di portare il suo folle club nella Gola di Frasassi. Ne sono stata da subito entusiasta e siam partiti a piazzare date, con rinvii, fino al weekend del 14 Marzo, dove ha deciso di venire sola soletta, all’arrembaggio in una grotta lontana, fidandosi di poco niente. È stato molto bello incontrarsi. Con noi c’era anche Enrico, un maestro in abbracci che da poco sta riprendendo attività dopo complesse problematiche alla zampa. Il programma era fare la traversata Fiume-Vento, in modo da non ammorbarsi dietro i soliti permessi burocratici della grotta turistica e fare comunque un po’ di grotta ruggente in più, poi sfruttare il bypass, da poco riscoperto, che collega Sala Finlandia alla Condotta delle Fate, da lì salire per le corde di Sala Cinzia alla Sala Abisso Genga, vedere scrigni, imboccare la via per Sala Fredda passando per la supporta, scendere il Pozzo Senigallia e poi da Sala Gentile da Fabriano via per la Salsiccia e la traversata al ritorno uscendo dal fiume. Un bel giro.

Tutto è andato liscio come l’olio divertiti e pieni di vita. Fatto belle foto e ci siamo concessi molto sollazzo e silenzio metafisico negli scrigni del terzo e quarto piano, sala in cui vorrei tornare per guardarla più a fondo.

Molto bello il pozzo Senigallia, che ancora non avevo mai sceso, ampio e facile nella discesa (ok lo stato delle corde e degli attacchi). Enrico ha avuto qualche ovvia difficoltà nella supposta, che resta un passaggio selettivo, ma con tigna e sopratutto controllo delle emozioni e fiato è riuscito a passare. Sicuro senza imbrago avrebbe avuto meno difficoltà.
Ora aspettiamo Piper e tutta la carovana English per la prossima avventura! Molto probabile che ci raggiungano per il raduno di Costacciaro 2026, speriamo!

Tempo impiegato: 7 ore e mezza

