IL PASSAGGIO DI BAUX

RELAZIONE del 23 Maggio 2026 – Grotta Grande del Vento, ramo dei Budelloni alti, traversata e uscita alla Grotta del Fiume.

PARTECIPANTI: Eugenio Griffoni, Dario il Rosso (GSB-USB), Anis “, Chiara “, Mattia Toporagno “, Scipiuz (GSM mantovano)

ENTRATI ALLE ORE 9:30 USCITI ALLE ORE 23:45.

Sabato 23 Maggio io me medesimo (Eugenio) con 4 giovani del GSB-USB (Dario il Rosso, Anis, Mattia Toporagno, Chiara) e uno del GSM Mantovano (Andrea Scipioni Scipiuz) alle ore 9:30 siamo alla segreteria della grotta turistica, precisando che saremmo usciti dal Fiume ad orario imprecisato ma tardo, e alle 10 nell’Abisso Ancona. Il barometro del mio prologio, azzerato a livello di strada, comincia a misurare. I giovani del gruppo sono affascinati dalla grotta, non potendo non notare da subito lo scempio che è stato fatto per la sua costruzione e gestione.

Felici e baldanzosi risaliamo la libera di Sala Cinzia per Sala Palcoscenico (sta ok) e imbocchiamo la via per il ramo dei Budelloni Alti, carichi di materiale (ognuno almeno 1 saccone). Rami e corde sembrano reggere e trovo senza problemi la strada. Perdiamo una mezz’ora abbondante, forse più, per cercare di svuotare il sifoncino tramite il rubo già portato in loco, fallendo (prossima volta portare trapano per svuotare, consiglio di Rosso). Ci bagnamo un pelo e saliamo alle nuove zone riviste col progetto del P-5: l’altro traverso ha i moschettoni fioriti e l’armo è davvero molto scomodo, andrebbe riarmato! 7-8 maglie rapide, un paio di attacchi nuovi e forse corda nuova. In cima a questo pozzo/scivolo ci troviamo al grande punto di cambio direzione, 100m poco più sopra il livello di strada, la direzione era NE e si inverde SW. La via, traversando sopra il pozzo sottostante, comincia a salire in un ambiente fossile, tutto calcificato, sembra di salire una colossale colata calcitica che scivola lungo l’ultima salita, una frattura dritta che sembra sempre di raggiungere il tetto poi, con un passaggio stretto, porta oltre. Quota 150m siamo con le luci puntate sulla frattura, ore 14. Fumiamo qualche sigaretta, Toporagno si infila nelle strettoie che proseguono in direzione di frattura ma stringono inevitabilmente.

Il fumo sembra salire alla frattura già tanto sognata, non va altrove, aspira (fuori una ventina di gradi da qualche giorno). Abbiamo stillicidio addosso e cominciamo con mazzetta e punta cominciamo a menare concrezioni e roccia per fare spazio. Alle 14:30 Anis e Scipiuz ci raggiungono: erano rimasti al “bivio” per provare un traverso e vedere se ci fosse prosecuzione nella via opposta, stuzzicato da tracce di un vecchio armo: niente. Botti, mazzettate, botti e botte, mazzettate. La roccia vien giù mentre accoccolati aspettiamo il tempo che passa. Sentiamo il freddo crescere, siamo zuppi e un piumino o pail in più sembrano non bastare. Io faccio passa materiale dalla strettoia/scavo alla zona sosta. Lo spazio è piccolo e siamo in una nebbia di foschia: per fortuna che mano a mano che la fessura si allarga, l’aria aspirata aumenta! Questo ci dà coraggio e fa sognare. Non saprei giustificare così tanta aria, in un periodo dell’anno come questo, in questa posizione dentro la montagna, a questa quota e direzione, se non con la presenza del Buco Cattivo. Ore 20:15 infreddoliti smontiamo e torniamo.

Sono riuscito a infilarmi nella fessura per vedere che oltre risale e il fumo si incanala con decisione in alto a sinistra, dove non riesco a vedere. Sulla destra e subito sopra sembra chiudere dopo 1m, mentre in alto a sinistra resta in fessura di 30-40cm. Sulla via del ritorno, facendo la traversata Vento-Fiume per uscire, ragioniamo sulla prossima punta, andare su in 4 con teli termini, fare bivacco ben fatto, 2 a 2 lavorare e darsi il cambio ogni ora e mezza almeno, mentre una squadra di 3-4 + guida si posizione al fondo del buco cattivo (i manzi fanno un bel rimbombo!). Probabilmente torneremo sabato 27 Giugno.

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