RELAZIONE del 12/09/2026 GROTTA DEL FIUME
PARTECIPANTI: Alessio Del Brutto, Mirco Camilletti, Zemir Decavelli.
Tempo in Grotta 4h e mezzo.
Entrati dal classico ingresso sul Fiume Sentino abbiamo raggiunto per percorsi noti la Sala Nera e da qui le Porte del Paradiso e i laghi secchi. Arrivati alla saletta dove pende la corda che mi dicono porti al ramo dei “Nifargius” (o qualcosa del genere mi ha detto Mirco) continuiamo ancora qualche decina di metri fino a dove terminano le fisse a sinistra, qui scendiamo una breve ma infida rampa e prendiamo una condotta che si chiude poco dopo davanti a noi, siamo sotto ad una sala laterale della sala dove pende la corda detta poco fa; guardano in basso a sinistra si entra in un’ altra breve rampa inclinata a tratti bassa da dover togliere il sacco. Sempre brevemente sia arriva ad un pozzetto di circa 5 metri armato su naturale che ci immette in una bella saletta concrezionata e che sicuramente in passato , un po come i laghi secchi superiori, e’ stata allagata su diversi livelli. Continuiamo salendo una rampetta ostica su percorso obbligato e ancora in pochi minuti troviamo pozzetto che armiamo su naturali con una corda da 30 metri ma in realtà il pozzo scende solo per circa 10/12 metri, arrivati nella sala sottostante troviamo un cordone su naturali che ci suggerisce e indica il secondo pozzo da scendere , tiro furori dal sacco l’abbondante 70 metri che avevo; Mirco arma doppiando in serie il cordone e una clessidra, scendiamo per circa 20 metri (volendo si può fare un unico armo sui naturali del pozzo superiore frazionando la seconda discesa ma avendo almeno una 60 metri). Appena scesi subito veniamo attirati dalla presenza di brevi traversi su fisse e una verticale vagamente noti. Il tempo di focalizzare il posto e subito ci rendiamo conto che siamo sopra la marmitta del lago dello svizzero. Scendiamo, armo una terza corda da 20 su candelone per scendere a sfiorare l’acqua senza correre il rischio di fare il bagno nel lago e già Mirco ci dice di riprendere la via del ritorno, qualche minuto e anche io e Zamir lo seguiremo. Avendo lasciato i due pozzi armati siamo obbligati a risalire per disarmare. Ripercorriamo tutto il percorso dell’andata con l’ unica variante di scendere dalla Sala Nera a sotto il Rinoceronte senza percorrere il “bypass” superiore fatto all ‘andata. Per le 13.45 circa siamo fuori, solito lavaggio al Fiume e tappa obbligatoria “rifocillante” alla Sosta (nuova ed ottima gestione). Giro oggettivamente breve ma interessante e non banale perché dopo gli ultra battuti laghi secchi e porte del paradiso si addentra in un ramo poco conosciuto per arrivare al “solito” Svizzero.
di Alessio Del Brutto.
NOTE PARTICOLARI: Portare una 15 e una 25 o un unica 60 per armare i due pozzi disarmati. Due corde doppie a quelle dette se si vuol scendere senza risalire e ritornare dallo Svizzero all’uscita su vie note.

